Pubblicato da: piccolochandler | luglio 10, 2018

Disordine dell’oncologa

La vostra fede mi disturba più
della mia incertezza: ballo storta
sui trampoli per non guardarvi tento
un passo e mi incollo al muro vi lancio
biglietti dall’alto: Guarirete.
Alla fine del gioco cado a terra
basta un’occhiata che mi sfiori un piede.
Spezzo i trampoli e scappo non fuggo
vedete il morso dell’orologio
sull’avambraccio ho fretta sentite
questo odore rappreso nel camice
il mio corpo fatto d’acqua e d’ansia.
Non ho fiato per rispondervi lo giuro
non sono gli occhi con le sclere gialle
e neanche le domande sussurrate
a infastidirmi: sono le vostre dita
sulle mie spalle i polpastrelli
che mi lisciano la manica per
sapere cosa? ignoro le domande
scorro sul nastro della corsia
fino alla porta: conosco le risposte
eccole in cambio dei vostri regali
(mille bottiglie e io non bevo il vino).
Le vostre attese gonfie obbedienti
le maledico con un sorriso.

**

Aspetto anch’io: scucitevi le suture
svestitevi dei muscoli e dei tendini:
le labbra si staccano dal bocca a bocca
la carne coincide con il segno
lasciato sul materasso dal respiro.
Immaginate ancora il vostro corpo
raccolto nell’impronta della schiena:
se credete al purgatorio e alle stazioni
intermedie non disprezzate la mia
fede solitaria: io qui lavoro
e prego con voi e faccio penitenze
in nome dei medici
che come me non ricordano i nomi.
Non preoccupatevi se cado ancora
dov’è la porta? voi dove siete?

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