Pubblicato da: piccolochandler | settembre 13, 2018

Frammenti dell’intellettuale da asporto

Riposati, ferma il battito sotto
le coperte: il sangue non circola
eppure continui a guardare il mondo –
il poco d’aria che sfreghi con il corpo
guardi attraverso la bolla del respiro
vedi solo un varco al di qua del mondo:
la fila dei gerani che lo nascondono
le scarpe e la pioggia che si portano dietro
l’odore delle famiglie sulle scale
e un dito che affonda nella panna.
Il mondo si stringe nelle tue pupille:
guardi il pianerottolo: vedi
uno strapiombo, tre vasi di fiori
finti: vedi un’amazzonia triste
i pesci nuotano nell’ascensore –
l’universo pressato in una scatola –
il varco si chiude il battito si ferma
tu non gli credi: riconosci il mondo.

Giustificazioni del maestro 

Se non ho gridato con voi lo slogan
è stato solo per la timidezza
della mia voce stretta nella gola –
in testa alla fila ho avuto paura
sono tornato a passo di gambero
fino alla coda per somigliarvi:
perché mi avete riconosciuto?
Ho finto di avere convinzioni
più resistenti delle vostre:
erano vostre e non lo sapevate.
I libri assurdi incomprensibili
che non avete il coraggio di leggere
vi ho detto di averli capiti:
non li avevo capiti gli occhi ancora mi bruciano.
Rattoppo due frasi su amore e politica
(so che le avete già ascoltate).
La mia vita si specchia nella vostra:
ha la stessa calvizie
le parole vive come cani impagliati
le mie idee ladre le ho rubate a voi
e voi mi chiedete cosa penso del mondo:
penso tutto ciò che pensate voi
ma non ho il diritto di confessarlo.
Vi chiedo il permesso di scomparire
l’ultima orma cancellatela voi.

Invidia di una giornalista
per le colleghe

La loro bellezza uscita dall’acqua
disponibile con tutta la schiuma
per gli abbonati ai canali sportivi:
normanne sicule cerignolane
confezionate da madri obese
fatte a mano nelle ore notturne:
intarsiano note con il pennino
scrivono recherches in treno
ritoccherebbero la Costituzione
va bene la sostanza ma lo stile…
e come lingueggiano i luoghi comuni
mai un istante dalla parte del torto
non chiedo che si spezzino in diretta
come sedani ma un capillare rotto
una goccia che brilla dal naso
una loffa in profumeria
Dio dei nani perdonami

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